Roma, al Quirino torna La scuola con Silvio Orlando

Posted on marzo 27, 2016

IN SCENA DA MARTEDÌ LA PIÈCE DAL LIBRO DI DOMENICO STARNONE E DAL FILM DI DANIELE LUCHETTI.

di RODOLFO DI GIAMMARCO

DOCENTI che a scuola si riuniscono senza molto costrutto per i proverbiali scrutini. Toni progressisti, retrogradi, democratici, apocalittici, utopistici o sentimentali che si mescolano, si contrastano, si neutralizzano. Gli studenti trattati come beduini, come maleducati da tenere a bada, come caricature di apprendisti, o intollerantemente reputati meritevoli di bocciature.

Una palestra, dove ha luogo il consiglio d’istituto, che obbliga a indossare scarpe da tennis. E gli umani retroscena, con un prototipo degli insegnanti uomini timidi, un professore di nome Cozzolino, a fianco di tentennanti colleghe accusate (da una lettera anonima) di una relazione con lui. E ambizioni, conflitti sociali, scontri generazionali, dialoghi paradossali, svolte irresistibilmente comiche o nascostamente comiche. Insomma l’ambiente della IV D di un istituto tecnico assumibile a paradigma del mondo degli adulti in combutta o a contrasto nelle circostanze ufficiali di una valutazione collettiva e di fine-corso, del corpo degli allievi, dei giovani.

C’è questo e molto altro nell’opera nata nella letteratura (dal libro Ex cattedra di Domenico Starnone), convertita in teatro (con già nel 1992 il protagonista odierno Silvio Orlando diretto da Daniele Luchetti) e lanciata nei cinema tre anni dopo ( con il film del 1995 “La scuola”, regia di Luchetti, sempre con Orlando), e infine a più riprese risolta ancora in spettacolo, tanto che” La scuola” da martedì al Quirino fa leva sulla messinscena immutata di Luchetti e, nel ruolo del professor Cozzolino, su Silvio Orlando. Intorno al quale recitano Vittorio Ciorcalo, Roberto Citran, Marina Massironi, Roberto Nobile, Antonio Petrocelli, Maria Laura Rondanini.

Indubbiamente quest’impresa è un cult, che a distanza di circa 25 anni sfoggia, sì, un richiamo dovuto alla simpatia di Silvio Orlando, ma diremmo  che resta permanente e valido pure il problema culturale della scuola intesa come irrisolta zona dell’accesso, come realtà del sapere gestita con strumenti casuali. Su questa macchina spesso disturbata da conflitti aleggia l’ironia di Starnone, la mano di Luchetti, e la faccia impassibile, frutto di coscienza e impotenza, che Orlando presta al suo professore.

Teatro Quirino, via delle Vergini 7, da martedì al 10 marzo. Tel.06.6794585

(repubblica.it)